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"...naturalmente è assolutamente prioritario che si faccia tutto quanto necessario perché i bambini concepiti possano nascere! Ma quando cio' non avvenisse, allora è nostro dovere riservare ai bambini non nati l'onore e la pietà che sono dovuti alle spoglie mortali di ogni essere umano...."

Don Maurizio Gagliardini

 

Decreto del Presidente della Repubblica n. 285/1990

16.07.2015 14:09

In questi ultimi mesi, mi è capitato spesso di imbattermi in medici e dirigenti di ospedali che, di fronte alla legittima richiesta della mamma e del papà di un bimbo non nato di dargli degna sepoltura, non sapevano minimamente di cosa si parlasse. E questo non solo per motivi ideologici ( per cui dicono che si tratta di un grumo di cellule), ma anche perchè proprio non conoscevano la normativa e la procedura. 

Quanto è importante, invece, che i bimbi non nati, siano essi alla 10° settimana dal concepimento o dopo, siano degnamente sepolti nei cimiteri, e non gettati come spazzatura o inceneriti o usati per esperimenti medici, o peggio usati per prodotti di diverso genere.

Punto di riferimento normativo è il D.P.R. n.285/1990, che è il Regolamento di Polizia Mortuaria, ed in particolar modo gli artt. 7 e 50.

Articolo 7

  1. Per i nati morti, ferme restando le disposizioni dell’art. 74 del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello stato civile, si seguono le disposizioni stabilite dagli articoli precedenti.
  2. Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane di età intrauterina e che all’ufficiale di stato civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall’unità sanitaria locale.
  3. A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane.
  4. Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall’espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento alla unità sanitaria locale accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto.

 

Articolo 50

  1. Nei cimiteri devono essere ricevuti quando non venga richiesta altra destinazione:
    1. i cadaveri delle persone morte nel territorio del comune, qualunque ne fosse in vita la residenza;
    2. i cadaveri delle persone morte fuori del comune, ma aventi in esso, in vita, la residenza;
    3. i cadaveri delle persone non residenti in vita nel comune e morte fuori di esso, ma aventi diritto al seppellimento in una sepoltura privata esistente nel cimitero del comune stesso;
    4. i nati morti ed i prodotti del concepimento di cui all’art. 7;
    5. i resti mortali delle persone sopra elencate.