Ave Maria e coraggio!!!

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Un ramoscello prenderò dalla cima.... meditazione sulle letture della XI Domenica T.O.

19.06.2018 17:23

Nel Vangelo di questa domenica (Mc 4,26-34), Gesù si trova a dover dare speranza ai suoi discepoli scoraggiati, rinvigorire le loro forze esaurite e per i tanti kilometri camminati e per i pochi successi ottenuti.

Anche la missione umana di Gesù e dei suoi discepoli ha alti e bassi; anche la loro azione pastorale, che richiede un impegno enorme sotto tanti punti di vista, vede vittorie e sconfitte. Tutto l'agire umano, in ogni ambiente familiare, lavorativo, ecclesiastico, è soggetto a questo movimento altalenante.

Ma Gesù oltre ad essere un uomo, un rabbino, un maestro, è Figlio di Dio e Dio stesso, e rompe questa "depressione" paragonando il Regno di Dio, ad un seme, ad un granellino di senape.

Il Regno di Dio, che è già poichè nell'eternità, è la meta del nostro operare: col battesimo ciascuno di noi è chiamato ad operare affinché il Regno di Dio, che è regno di giustizia, di pace e di amore, sia instaurato nel "qui e ora". Eppure ci rendiamo conto che, nonostante i nostri buoni propositi e i tanti nostri sforzi, non ci riusciamo ad instaurarlo. Ecco, allora, che Gesù ci dice di non affannarci, di seminare sempre e comunque, di non pre - occuparci, ma di occuparci: se gettiamo il seme, lasciamo poi che sia il padrone della vigna ad operare e a farlo germogliare.

Anche in noi! Si, anche in noi. Lasciamo che il Signore prenda dal nostro albero di cedro, un piccolo e solo ramoscello, che possa essere coltivato direttamente da Dio e possa diventare un cedro enorme sui cui rami possano riposare gli uccelli affaticati e alla cui ombra sostare e rinfrescarsi dall'aridità asfissiante.

Diventiamo strumento per essere carezza di Dio per i tanti che ancora non lo conoscono, per i tanti che hanno bisogno di conforto, per i tanti che hanno perso la speranza.

Ecco il monito di san Paolo (2Cor 5,6-10) che ci esorta ad operare e ad operare nel bene, perchè "tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute, quando era nel corpo, sia in bene che in male".

E quando è che è più facile cadere e compiere il male? quando non abbiamo più speranza! quando vediamo i tanti fallimenti della nostra vita (fallimenti apparenti) e ci lasciamo andare. Anche il non compiere più opere è male, il restare chiusi in se stessi: è opera demoniaca, nel senso che è il demonio che ci induce a non fare più nulla.

E, allora, Gesù ci esorta: non preoccuparti, ti dice, sorella o fratello, dei fallimenti, delle incomprensioni, del non riuscito, ma umilmente abbandonati al Padre, fatti innestare nel Suo modo e nel Suo luogo, vivi il tuo battesimo seminando, attraverso carezze, l'amore di Dio. 

E loda e benedici il Signore che ha usato misericordia con te e ti ha chiamato a collaborare nel Suo divino progetto.

Ave Maria e coraggio, senza di Lei nulla potrei

don Emiliano diacono